Spazio Sonoro: Speculum Aevi


 in Paolo Guiotto, catalogo mostra, Galleria Giulia, Roma 20/05/1988
www.paologuiotto.it

 

Quando sono entrato in sala di registrazione avevo in mente di creare una sorta di ambient music, adatta a coprire e a penetrare lo spazio sonoro e visuale al fine di sottolieare ed esaltare la geometria delle forme plastiche, le direzioni spaziali, le profondità e le altezze dello Speculum Aevi, cercando soprattutto di evocare e di rappresentare quegli stati d'animo di sbigottimento, stupore e sgomento profondi generati in me dalla visione dell'opera; ma col passare dei giorni, attraverso il lavoro di missaggio sulle diverse piste del brano, è comparsa davanti a me la sagoma di una misteriosa entità, che pareva come autogenerarsi da se stessa in una continua e inarrestabile metamorfosi, che si esprimeva attraverso la musica - non più la "mia" musica ma la "sua" musica.

Codesta musica è dunque venuta a me come in un sogno, e da me è stata espressa e trasmessa, senza un ben preciso atto di volontà, ad eccezione di non voler considerare finita l'opera fino a che sia io che Paolo non ne fossimo ormai pienamente convinti, accettando come definititvo il suo assetto attuale, il risultato finale dell'Opus.

Così dunque come questa musica è venuta a me, io la presento a voi, credendo di trasmettere insieme con essa anche tutti quegli stati d'animo che provengono a noi dalla infinita ed eterna contemplazione dell'altissimo e abissale Specchio del Tempo: mai come ora, infatti, è divenuto chiaro ai miei occhi il significato profondo dell'antico oracolo:

 

Io sono lo Ieri, l'Oggi e il Domani: il mio nome è Mistero.

Roma, Maggio 1988
 

Sound Space: Speculum Aevi

English version

 

Back in May 1988, when I first went into the recording studio, I had in mind the idea of creating a sort of ambient music, suitable for generating a sound space and evoking a vaguely new age atmosphere.

But as the days passed, while working on the mixing, the outline of a mysterious entity unexpectedly appered before me, which seemed to regenerate itself in a continuous and unstoppable metamorfphosis, expressing itself trough the music: non longer my music, but its music.

In later years, when composing the other pieces, I noticed that this entity was progressively expanding and showing itself, like the unrolling of a parchment containing an ancient and forgotten manuscript: only after putting all the pieces togheter was I able to see bow the end result corresponded, almost literally, to the first nine chapters of Genesis.

As a result, I changed the titles and adapted the entire work to its new form, and thi is bow the Speculum Aevi came about.

This music, therefore, came to me as a dream and as a dream it was expressed, without any precise act of will, with the exception of not wanting to consider it finished until the final Opus had been reached, so determining its current layout. I am introducing it to you as it came to me, also in the hope of being able to share with you those state of mind of intense asthonishment and bewilderment that I felt from the inner contmplation of the highest and abyssal Mirror of Time.

In fact, never before has it been so clear to me the meaning of the ancient oracle:

 

I am the Past, the Present and the Future: My name is Mystery.

Rome, May 1988