Questa rubrica contiene articoli e interventi miei o altrui a carattere culturale, artistico e spirituale, volti a definire dei possibili spunti di ricerca e di riflessione nei diversi campi del pensiero umano, come una sorta di pars costruens intorno ad argomenti di particolare interesse, in essa variamente rappresentati: i miei sono firmati tramite data e indirizzo web a fondo pagina, gli altri hanno l'indicazione dell'autore o del sito relativo subito dopo il titolo.

L'importanza della cultura e dell'arte nella ricerca spirituale del nostro tempo appare del resto centrale per la formazione di una coscienza individuale e collettiva, poiché ci fornisce un'immagine chiara di ciò che pensano, dicono o fanno gli esseri umani intorno a noi: dopodiché, fermarsi a tal punto e accontentarsi di ciò può essere inutile e fuorviante, poiché ci dà l'illusione che una comprensione mentale della realtà sia di per sé sufficiente a cambiarla - il che non è vero, come ben tutti sappiamo.

Ma senza un'analisi a monte e uno studio condotto anche sul piano intellettuale non è comunque possibile andare molto lontano, perché si rischia di rimanere inchiodati a banalità di ogni tipo, di cui il nostro tempo è un esempio: quindi è auspicabile unire fra loro la mente e il cuore, la fede e la scienza, l'intuizione e il pensiero per dedicarci umilmente alla ricerca interiore, senza pregiudizi né veti posti a sbarrarci la strada.

E' questo infatti lo scopo di questa rubrica: per essere pronti ad agire, quando il momento verrà.

L'unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azioni. (Ezra Pound)

Roma, 13 Settembre 2013

www.pierluigigallo.org

Nascita di Dio e Mondo Nuovo

Categoria: Risonanze Giovedì, 15 Gennaio 2015 Scritto da GWF Hegel, Baba Bedi XVI Stampa Email

DIALETTICA HEGELIANA ED ESOTERISMO ACQUARIANO A CONFRONTO

Il boccio dispare nella fioritura, e si potrebbe dire che quello viene con­futato da questa; similmente, all'apparire del frutto, il fiore viene dichiarato una falsa esistenza della pianta, e il frutto subentra al posto del fiore come sua verità. Tali forme non solo si distinguono; ma ciascuna di esse dilegua anche sotto la spinta dell'altra, perché esse sono reciprocamente incompatibili.

Ma in pari tem­po la loro fluida natura ne fa momenti dell'unità orga­nica, nella quale esse non solo non si respingono, ma sono anzi necessarie l'una non meno dell'altra; e questa eguale necessità costituisce ora la vita dell'intiero. (Hegel, Fenomenologia dello spirito, Prefazione, p.2)


(…) A questo punto, la cosmologia primordiale diventa un'investigazione che riguarda la nascita di Dio stesso. Senza parole, colpito da timore reverenziale, l'essere umano si è tormentato nel tentativo di trovare una risposta a questa domanda e, non trovandola, ha accettato il concetto di un Dio autocreato.

(…) [Tuttavia], per scoprire l'origine di Dio, bisogna guardare verso il Nulla. Il Nulla fu la madre della Totalità. Ma, nel corso dei secoli, il problema del nulla quale generatore della totalità non ha potuto essere risolto. Con Hegel [invece], nel XIX secolo, e con la sua formulazione della legge della dialettica, ci si è potuti dare una risposta più convincente sulla nascita della totalità dal nulla.

La legge della dialettica stabilisce [infatti] che, in qualsiasi stato di esistenza, si verifica sempre un progresso quantitativo fino a raggiungere un punto di maturazione. Quando questo punto viene raggiunto, la sua perfezione rende obbligatoria una trasformazione, che dà origine a una qualità opposta. In altre parole, questa legge implica l'esistenza di uno stato, la sua maturazione sino al raggiungimento del punto di trasformazione, e quindi la nascita di uno stato opposto.

Se si prova ad applicare questa legge al nulla, ci si avvia verso la soluzione del mistero.

Il nulla [infatti] non può avere un contenuto, ma è innegabile che sia uno stato il cui intimo carattere è di essere senza movimento, proprio per l'assenza di contenuto. Questa immobilità, una volta raggiunta la sua maturazione come stato, arriva al punto di trasformazione. Questo implica l'origine di una qualità opposta che è il movimento. In tal senso, il movimento fu l'energia primordiale che scaturì dal nulla. Con la nascita del movimento ebbe [dunque] inizio il primordiale campo magnetico i cui poli erano: non-movimento, come polo negativo, e movimento, come polo positivo.

Il nulla aveva il carattere fondamentale di illimitatezza, cioè non aveva limiti e frontiere. Questo carattere raggiunse la maturazione in quanto stato, e il punto di trasformazione diede origine alla limitatezza, qualità opposta dell'illimitatezza. Con la nascita della limitatezza ebbe inizio la qualità che crea le forme, definendone i limiti e i confini. La limitatezza fu di conseguenza la seconda qualità primordiale, e con essa fu creato il secondo campo magnetico, del quale l'illimitatezza è il polo negativo e la limitatezza è il polo positivo.

Fra i due campi magnetici del movimento e della qualità subentrò un'interazione. Quando poi tutte le qualità e l'energia totale che erano necessarie alla creazione scaturirono dal grembo dello zero e si accumularono quantitativamente, fino a formare un'unità arrivata a perfezione, si creò il punto di trasformazione ed ebbe origine la qualità opposta.

L'accumulazione quantitativa divenne una misura di perfezione e l'imperfezione divenne una dinamica predominante. Infatti, la perfezione della totalità e l'imperfezione di una unità costituiscono il più grande di tutti i campi magnetici, e cioè il grande campo magnetico del perfetto e dell'imperfetto [cioè di Dio e del mondo, n.d.r.].

(…) La dinamica dell'accumulazione quantitativa [può essere definita quindi come] "il movimento nel cuore del nulla". Questo movimento funzionava già prima di toccare il punto di manifestazione e di trasformazione nel suo opposto. Abbiamo detto [infatti] che Dio, come qualità opposta, era già in potenza nel nulla: così il movimento era già in potenza nel non-movimento, cioè nel nulla, per nascere poi, attraverso la trasformazione, come qualità opposta.

Per la stessa legge dialettica è nato il tempo, e cioè quando l'assenza di tempo è arrivata al suo punto di trasformazione: per questo l'eternità è un campo magnetico con il polo negativo che è l'assenza di tempo e il polo positivo che è il tempo. E lo stesso vale per il campo magnetico dell'infinito: assenza di spazio, come polo negativo; spazio, come polo positivo, e così via dicendo.

(…) Quando Dio si trasforma nel suo opposto, la qualità di illimitatezza diventa [quindi]  limitatezza, la qualità di perfezione diventa imperfezione; ma poi, seguendo la stessa legge, tutto quello che era limitato diventerà illimitato e tutto quello che era imperfetto diventerà perfetto. La trasformazione è contitnua.

Baba Bedi XVI, L'uomo totale,
Edizioni Età di Urano, Milano 1977
http://www.bababedixvi.it/web/index.html

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Del resto non è difficile a vedersi come la nostra sia un’età di gestazione e di trapasso a una nuova era; lo spirito ha rotto i ponti col mondo del suo esserci e rappresentare, durato fino ad oggi; esso sta per calare tutto ciò nel passato e versa in un travagliato periodo di trasformazione.

Invero lo spirito non si trova mai in condizione di quiete, preso com’è in un movimento sempre progressivo. Ma a quel modo che nella creatura, dopo lungo placido nutrimento, il primo respiro, – in un salto qualitativo, – interrompe quel lento processo di solo accrescimento quantitativo, e il bambino è nato; così lo spirito, che si forma e matura lento e placido verso la sua nuova figura e dissolve brano a brano l’edificio del suo mondo precedente; lo sgretolamento che sta cominciando è avvertibile solo per sintomi sporadici: la fatuità e la noia che invadono ciò che ancor sussiste, l’indeterminato presentimento di un ignoto, sono segni forieri di un qualche cosa di diverso che è in marcia.

Questo lento sbocconcellarsi che non alterava il profilo dell’intiero, viene interrotto dall’apparizione che, come un lampo, d’un colpo, mette innanzi la piena struttura del nuovo mondo. (Hegel, Fenomenologia dello spirito, Prefazione, p.8-9)


(…) Con l'inizio dell'Età dell'Acquario abbiamo raggiunto il punto in cui ci troviamo di fronte ad un cambio qualitativo che darà luogo a nuove forme sociali, scaturite da nuovi valori.

La forza trasformatrice che presiede a questo grande e glorioso cambiamento qualitativo scaturisce dal mutamento verificatosi nell'equilibrio dell'animo umano (…): è venuto [infatti] il momento in cui la Luce, componente dell'anima umana e scintilla della totalità, assuma il comando della coscienza, che quindi non sarà più governata dalla forza vitale, con le sue esigenze elementari di sopravvivenza.

Dalla Luce fluirà la dinamica che creerà le nuove intenzioni dell'anima, da cui nasceranno i nuovi valori.

Ora che l'intenzione dell'anima scaturisce dalla Luce, la nascita dell'uomo totale diventa [quindi] un fatto luminoso dell'essere, e ora che è avvenuta questa trasformazione l'evoluzione raggiunge un punto ancora più alto nella spirale del divenire.

Logicamente questo vuol dire che i valori dell'uomo totale devono conformarsi a quell'esigenza assoluta, nata dall'esigenza dell'evoluzione verso la perfezione totale: per cui il futuro dell'uomo sarà guidato dall'intenzione dominante dell'anima.

Logicamente, tutti i valori sociali e le loro forme corrispondenti scaturiranno da quel valore dominante nato con l'avvento dell'uomo totale, che conosciamo come perfezione. E' chiaro che questo cambiamento in profondità si rifletterà sull'equilibrio sociale e provocherà il suo assestamento. Qualsiasi cambiamento che si verifichi nell'equilibrio cosmico si ripercuote [infatti] sulla vita umana.

Queste trasformazioni cosmiche danno luogo a fenomeni molto sorprendenti, come quello di milioni di universi che esplodono perché hanno esaurito la loro funzione: quando l'equilibrio cosmico viene riassestato, nascono milioni di nuovi universi, perché nuove vitalità fluiscono dagli universi in cui sono giunte a maturazione. Questi cambiamenti cosmici esplosivi, resi necessari dal nuovo equilibrio cosmico, si ripercuotono anche sull'esistenza sociale, assumendo la forma di rivoluzioni sotto l'urto delle quali cadono troni e despoti e nascono nuove forme di esistenza politica e culturale.

Se le rivoluzioni culturali sulla Terra causano i ben noti sovvertimenti sociali, immaginiamo quali scosse e quali sovvertimenti deve provocare una rivoluzione la cui portata è cosmica (...).


Scosse e sussulti, fiamme vulcaniche e violente inondazioni, * annuncio nel mondo della convulsa trasformazione del cuore umano.
Tempestosamente prorompono, scuotendo il globo, le urgenze evolutive.
Tumultuosamente, nell'estasi di un'incalzante ondata, * rintoccano i gong della rivoluzione della vita umana.
Ebbro di cambiamento danza il nuovo ritmo del tempo, * salutando il nascere dell'Uomo Totale.


 Baba Bedi XVI, L'uomo totale,
Edizioni Età di Urano, Milano 1977
http://www.bababedixvi.it/web/index.html